Avviare l’attività professionale come psicologo richiede il rispetto di alcuni requisiti formali, fiscali e previdenziali. Di seguito riepiloghiamo tutti i passaggi fondamentali per impostare correttamente la propria attività e operare in piena regolarità. Prima di procedere con l’apertura della Partita IVA è indispensabile aver completato l’intero percorso abilitante previsto dalla normativa italiana. In particolare, è necessario aver conseguito la laurea in Psicologia, aver svolto il tirocinio professionalizzante della durata di un anno, aver superato l’Esame di Stato ed essere iscritti all’Ordine degli Psicologi.
Solo a seguito dell’iscrizione all’Albo è possibile esercitare legalmente la professione e, di conseguenza, avviare l’attività in forma autonoma tramite Partita IVA.
Perché la Partita IVA è obbligatoria
Lo psicologo che lavora in autonomia è tenuto ad aprire la Partita IVA fin dall’inizio dell’attività. Non è ammesso l’utilizzo della prestazione occasionale, nemmeno in fase di avvio o con un numero ridotto di pazienti. La ragione è semplice: tutte le professioni regolamentate da un Albo sono considerate attività professionali abituali, che per legge devono essere svolte con Partita IVA. Questo non va visto come un ostacolo, ma come un elemento di credibilità e riconoscibilità professionale, che rafforza il rapporto di fiducia con i pazienti.
Codice ATECO per lo psicologo
Il codice ATECO da utilizzare per l’attività professionale è: 86.93.00 – Attività di psicologi. È il codice che identifica i servizi di salute mentale svolti da psicologi, psicoterapeuti e psicoanalisti. Va utilizzato sia che tu apra uno studio privato, sia che lavori in uno studio associato o in spazi messi a disposizione da strutture sanitarie. Se, oltre all’attività clinica, svolgi altre attività (ad esempio docenze, formazione, conferenze), sarà necessario aggiungere ulteriori codici ATECO. Con una sola Partita IVA è possibile indicare diversi codici ATECO diversi.
Tasse e regimi fiscali
Al momento dell’apertura della Partita IVA è necessario scegliere il regime fiscale. Le opzioni sono due.
Regime ordinario
Le tasse si pagano tramite IRPEF a scaglioni progressivi, calcolata sul reddito (incassi – spese – contributi).
Scaglioni IRPEF:
- fino a 28.000 € → 23%
- da 28.000,01 a 50.000 € → 35%
- oltre 50.000 € → 43%
Le prestazioni sanitarie rese ai pazienti sono esenti IVA, quindi l’IVA non va applicata in fattura.
Regime forfettario
Prevede un’imposta sostitutiva:
- 5% per i primi 5 anni, se ne ricorrono i requisiti;
- 15% a regime.
Il reddito imponibile non si calcola sulle spese reali, ma applicando un coefficiente di redditività del 78% agli incassi.
Esempio:
20.000 € incassati → reddito imponibile 15.600 €.
Anche in questo regime non si applica l’IVA, con un possibile vantaggio competitivo sui prezzi o sui margini.
Il supporto di Open
Avviare la Partita IVA come psicologo significa affrontare scelte strategiche che incidono fin da subito sulla sostenibilità dell’attività professionale. Per questo, soprattutto nelle fasi iniziali, è fondamentale poter contare su un supporto qualificato. Il team di Open ti mette a disposizione un programma pensato per analizzare la tua situazione specifica e aiutarti a compiere scelte consapevoli in ambito fiscale, amministrativo e previdenziale. Un affiancamento concreto per trasformare la tua competenza professionale in un’attività strutturata, efficiente e orientata alla crescita.