Fare impresa senza rinunciare alla libertà, al contatto con la natura e a uno stile di vita autentico. È questa la filosofia dei Wildpreneur, una figura emergente nel panorama dell’imprenditoria contemporanea che sta attirando l’attenzione di professionisti, creativi e innovatori in tutto il mondo.
Il termine è stato reso popolare da Tamara Jacobi, imprenditrice e fondatrice del Tailwind Jungle Lodge, una struttura ecosostenibile immersa nella giungla del Messico. Attraverso il libro Wildpreneurs, Jacobi ha raccontato un nuovo modo di fare business, fondato sull’integrazione tra attività economica, sostenibilità ambientale e qualità della vita.
L’idea alla base del movimento è semplice, ma rivoluzionaria: costruire un’impresa che non sia separata dalla propria visione del mondo, ma che ne rappresenti un’estensione naturale. Per questo motivo i Wildpreneur scelgono spesso di lavorare in contesti immersi nel verde, sviluppano attività legate all’outdoor, al turismo esperienziale, all’agricoltura rigenerativa o sfruttano il digitale per lavorare da luoghi remoti.
Se il fenomeno dei Wildpreneur è nato in contesti internazionali, le sue caratteristiche trovano terreno fertile anche in territori come quello parmense. L’Appennino, i cammini storici, le aree naturalistiche, le produzioni agroalimentari di qualità e il crescente interesse verso il turismo lento rappresentano infatti risorse ideali per chi vuole costruire un’impresa innovativa partendo dal patrimonio ambientale e culturale locale.
Negli ultimi anni sono aumentate le esperienze che combinano ospitalità diffusa, attività outdoor, agricoltura sostenibile, valorizzazione delle produzioni tipiche e servizi digitali. Un modello che permette di creare nuove opportunità economiche senza consumare territorio, ma anzi contribuendo alla sua tutela e promozione.
Per i giovani imprenditori, i professionisti e i lavoratori autonomi, il paradigma Wildpreneur offre uno spunto interessante: trasformare passioni e competenze in attività economiche capaci di generare reddito e, allo stesso tempo, qualità della vita. Dalle esperienze di trekking e cicloturismo ai laboratori didattici nella natura, dalle micro-produzioni agricole alle attività di comunicazione e consulenza svolte da remoto, le possibilità sono numerose e ancora in gran parte da esplorare.
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